ETICHETTE A SEMAFORO. Strumento utile?

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ETICHETTE A SEMAFORO. Strumento utile?

Quando si fa la spesa non è facile mettere nel carrello le cose giuste. Gli scaffali offrono tante proposte dello stesso prodotto e la lista di ingredienti è sempre troppo lunga, come si può fare una scelta consapevole?

Le ETICHETTE ALIMENTARI sono l’unico strumento di cui dispone il consumatore per orientare le proprie scelte. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla volontà di diversi paesi di semplificarne la lettura apportando un sistema di etichettatura a colori.

A partire dal 2013 la Gran Bretagna ha cominciato a riportare in etichetta la valutazione del contenuto in grassi, grassi saturi, sale e zuccheri con i colori del semaforo. Suggerisce in questo modo che, se è presente il colore rosso, l’alimento va consumato con moderazione.

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Anche la Francia a partire dalla fine del 2017 ha introdotto un sistema simile, il Nutri-score. Questo esprime la qualità nutrizionale globale degli alimenti attraverso l’impiego di cinque colori. La valutazione viene effettuata considerando la presenza di ingredienti e nutrienti da limitare (come grassi, zuccheri semplici e sale) e da preferire (come fibre, frutta e verdure).

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Attraverso questo metodo viene promossa la riformulazione dei prodotti industriali, adattandoli alle soglie nutrizionali imposte dai semafori. Questo è quello che succede ad esempio per i prodotti light, in cui grassi e zuccheri vengono sostituiti da additivi di dubbio effetto, ottenendo così un punteggio migliore rispetto ai prodotti originali nonostante abbiano gli stessi effetti sulla salute.

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Per questo motivo questo metodo di valutazione penalizza prodotti tipici della tradizione italiana, come olio extravergine di oliva, Parmigiano Reggiano e prosciutto crudo. I prodotti tradizionali infatti possono essere modificati solo marginalmente perché regolati da rigide norme di produzione, che ne fissano i parametri a tutela della qualità organolettica.

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Queste valutazioni inoltre si basano sui valori di pochi nutrienti, mentre bisognerebbe considerare il prodotto nel suo insieme. Un esempio potrebbe essere dato dallo yogurt intero, svalutato per la maggiore quantità di grassi rispetto alla versione magra, senza considerare che la presenza dei grassi permette un maggiore assorbimento delle vitamine liposolubili.

In poche parole, se si esamina solo l’aspetto calorico o la quantità di alcuni nutrienti escludendo molti altri fattori, non si dà una corretta informazione al consumatore. Attraverso questo metodo è quindi probabile che siano solo i colori a comunicare la qualità, senza fornire immediati strumenti per contestualizzare.

Il metodo delle etichette a semaforo sembra quindi troppo semplicistico per giudicare gli alimenti. Imparare a leggere le etichette rappresenta per ora il metodo più efficace per valutare la qualità del prodotto. Attraverso l’educazione alimentare è possibile trasmettere queste conoscenze e permette di avviare il consumatore a scelte alimentari corrette.